Video Le Iene sul Poker Truccato – Vedere le carte dell’avversario

Premetto che il video tratta di Poker Room che in Italia sono Illegali e che non hanno l’autorizzazione dei monopoli di stato. E’ dunque prevedibile che una poker room non controllata truffi i suoi partecipanti ! Non vedo perchè c’è tanto stupore. Il Video affronta il tema delle poker room illegali e non di quelle legali, controllate e sicure.

Video Le Iene poker truccato

Le reazioni dei players italiani è stata molto forte, sui social network, infatti, è stata roboante e ha scatenato polemiche sia contro la veridicità del servizio stesso (c’è chi dice che quei tavoli non esistono e su una mano il flop presenta addirittura due carte), sia contro la room che in molti sembrano aver individuato.

Ma, al di là delle eventuali responsabilità di chi ha messo in piedi questo sistema per certi versi diabolico, in molti vogliono sapere se questo sito esiste davvero e capire se sono stati truffati o no. E scatterà un effetto domino di tutti quei players che si cimentavano su questi siti e, ovviamente, di quelli che hanno perso migliaia e migliaia di euro.

Come detto, il servizio di stasera ha insinuato il dubbio in tutta la community dei players. E’ vero che la giornalista Nadia Toffa ha specificato la differenza tra rom dot com e dot it ma i players, specie quelli perdenti, hanno puntato il dito anche contro le room legali, autorizzate e certificate da Aams. Non possiamo insinuare il dubbio sulla regolarità delle room ‘dot it’ (molti pro hanno perso soldi veri nel cash game e hanno avuto bad run incredibili in questi anni) così come va tenuta in considerazione la voce di chi dice che “non ci volevano Le Iene per capire che sulle ‘dot retard’ (così si chiamano in gergo questi siti dal software spesso di proprietà di qualche società basata in paesi off shore e con liquidità ampie ma circoscritte in un sistema basato sul passaparola e su affiliati molto abili, ndr) esiste qualcuno con dei superpoteri informatici”.

Da anni seguiamo il gioco online ed è sempre valso un assunto importante: se c’è il web e l’informatica di mezzo è dura fidarsi ma per fare affari veri ci vuole credibilità e fiducia che nasce dalla sicurezza dei giochi e dei sistemi. E basta una macchia per contagiare tutto il sistema. Prendete il caso Full Tilt e tutto quello che è emerso. O qualche anno prima gli scandali di Ultimate Bet. Nell’online la velocità per raggiungere il successo è decisamente minore di quella che scaraventa nel fango una truffa. Quindi perché rischiare? C’è chi lo fa deliberatamente e qualcuno dice ‘si sapeva’. Questo spetterà ad altri organi competenti dirlo. Intanto è bene fare dei distinguo ben precisi.

Noi diciamo che servirebbe maggiore tutela per i players che finora sono rimasti sempre vittime di tutte le truffe possibili e immaginabili. E una ulteriore dimostrazione che le room legali sono realmente sicure non può che far bene al settore che da ieri sera ha subito un attacco forte alla credibilità